Pompa Idraulica
Serviva per far salire l’acqua della bealera in alto fino al parco.
I “proprietari” del sito del Castello, in quanto il loro terreno è attraversato dalla Bealera dei Prati (di cui risultano essere anche i primi utenti), fin dal ‘700 hanno diritto di prelievo di acqua per le loro necessità di irrigazione.
Nella mappa del 1785, ove sono evidenziati i giardini all’italiana, è riportata al centro degli stessi una vasca con “giochi d’acqua”, è presupponibile che un sistema di prelievo ed elevazione dell’acqua fosse già attivo fin dalla seconda metà del ‘700. Sulla stessa mappa del 1785 (Castello di Pianezza e sue adiacenze) infatti è disegnato un piccolo fabbricato adiacente al Mulino (che si trovava in direzione dei fabbricati industriali), posizionato sull’altra bealera e la descrizione relativa allo stesso cita “Edificio per il gioco d’acqua”,
Il sistema, di cui si vedono i resti, che era costituito da una RUOTA a PALE in legno (del diametro di circa 4 metri analoga a quella di un mulino) e dalla ingegnosa POMPA IDRAULICA tuttora esistente, era già sicuramente in funzione a fine ‘800 e serviva a pompare l’acqua fino alla vasca ovale (ora interrata) presente nel Parco alto di Villa Lascaris.
Nel 1931, come testimonia la data presente all’interno del vano contenente la pompa, vennero fatti dei miglioramenti e sostituita la Ruota con le pale in legno con una Ruota più grande con struttura e pale in metallo, che richiedeva meno manutenzione e non richiedeva riparazioni e sostituzioni.
Dal momento che la portata e la corrente della balera si rivelarono a quel punto non più sufficienti, si rese necessario costruire anche una struttura metallica (castelletto, ancora visibile) che reggeva una paratia mobile che, quando la pompa veniva azionata, veniva abbassata per chiudere in parte la bealera ed aumentare la velocità e quindi la portata dell’acqua sulle pale della ruota.
Una volta in alto l’acqua, raccolta in una vasca cilindrica di cemento ancora presente nel Parco alto, veniva poi utilizzata per caduta, con un sistema ulteriore di tubazioni e vasche intermedie, per irrigare tutto il Parco alto, le serre ed i terrazzamenti della parte bassa che erano quasi completamente coltivati.
Questo sistema restò in funzione fino al 1962-1963, quando il Sig. Cavallotti Giuseppe, in qualità di giardiniere – in proprio e per conto Villa Lascaris – trasferì la propria attività in altra sede.
Poco oltre la pompa è stato ritrovato uno scalino della scala a chiocciola ed un altro si trova inglobato al muro di sostegno della bealera.
IL MULINO
( pompa idraulica)
DI VILLA LASCARIS
Il sistema di irrigazione del parco di villa Lascaris era composto da due elementi principali:
la ruota (5 metri di diametro) che permetteva la trasformazione dell’energia dell’acqua in forza motrice e la pompa idraulica che tramite un sistema di collegamento biella-manovella con la ruota, aveva il compito di elevare l’acqua (circa 7 litri al secondo) fino alla zona alta del parco.
L’acqua serviva per uso agricolo e anche per alimentare fontane e vasche a scopo ornamentale.
Da una mappa del 1785 risulta già esistente una grande vasca con giochi d’acqua, quindi è facile pensare che esistesse già un sistema di prelievo ed elevazione dell’acqua dal sottostante “canale dei prati” che prende le sue acque dalla dora appena più a monte del fiume con la chiusa ancora oggi funzionante e visibile.

Carta di insieme impianto mulino

Sezione ruota mulino

Sezione ruota frontale

Sezione ruota dall’alto